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Terremoto: riassumiamo ciò che è stato fatto

10 agosto 2017

Tante sono state le problematiche legate alla ricostruzione post-sisma e tante le voci che si sono fatte sentire in risposta alle affermazioni del governo, sia Regionale che Centrale. Al momento attuale le linee guida sono chiare e chi era in cerca di aiuto per far fronte al problema del terremoto si è dovuto già attivare da tempo.

In questo articolo riassumeremo i passi che gli interessati hanno dovuto seguire per poter avere accesso alle strutture di sostegno messe a disposizione dal Governo.

Purtroppo molte sono state le case colpite dagli eventi sismici del 2016 e molte, di conseguenza, le persone che assolutamente necessitavano di sistemazioni d’emergenza per poter continuare le proprie vite. Chi ha subito danni al proprio immobile doveva presentare, e può tutt’ora farlo fino a dicembre 2017, domanda di contributo al proprio Comune o, in alternativa, presso il Centro Operativo Comunale dedicato. La richiesta passa attraverso dei moduli scaricabili dal sito della Regione Umbria e si può concretizzare in due differenti modalità:

  • È possibile ricevere un contributo per poter gestire autonomamente la propria sistemazione: tale somma viene concessa solamente dopo la dichiarazione d’inagibilità dell’immobile e dopo l’emissione del provvedimento di sgombero dell’edificio da parte del Sindaco. Il contributo viene erogato fino alla sistemazione dell’immobile o fino al reperimento di una soluzione abitativa differente;
  • Si può richiedere di soggiornare in una delle strutture ricettive che si sono rese disponibili ad ospitare persone terremotate, totalmente a carico della Regione.

 

Per chi, dopo il sisma, ha già fatto richiesta di alloggio in una struttura ricettiva ma vuole richiedere un trasferimento, il Comune mette a disposizione la possibilità di spostamento indicandone i motivi ed esplicitando tre strutture preferite in cui voler alloggiare. Dopo una valutazione del Sindaco viene comunicata la struttura da convenzionare alla Regione Umbria.

Vi è, inoltre, anche la possibilità di usufruire di una struttura abitativa d’emergenza (S.A.E.), la quale rappresenta una soluzione alternativa  e ad esclusione delle due già presentate.

Queste informazioni sono reperibili, in modo molto più completo e approfondito, nel sito della Regione Umbria.