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Tinteggiare casa: piccola guida sull’utilizzo delle tinte

25 agosto 2017

Il tempo passa e, come è normale che sia, la nostra casa inizia ad aver bisogno di piccole manutenzioni ai tinteggi: la piccola crepa nel colore in quell’angolino, la tinta saltata sopra al battiscopa e così via. È qui che entra in gioco l’intrepido proprietario di casa che, preso dall’orgoglio dello spirito del fai da te, si tira su le maniche e inizia a vagliare le possibilità per affrontare in autonomia queste riparazioni. Ovviamente, già che si intraprende una cosa del genere, il nostro proprietario di casa vuole rinnovare gli ambienti e decide di cambiare colore a tutte le pareti.
Che tipo di pittura utilizzare? Ne esistono delle più svariate qualità e la gamma dei colori è davvero ampia, ma il risultato finale del lavoro sarà grandemente influenzato dalla tipologia di tinta che si è andati a scegliere. Ecco di seguito riassunte le tipologie di pittura, con le relative caratteristiche, che possiamo trovare generalmente dal nostro rivenditore di fiducia:

Pittura traspirante
Come già suggerisce il nome, una tinta di questo genere lascerà traspirare il muro, per permettere all’aria e alla condensa che si formano all’interno dell’ambiente di passare senza creare spiacevoli inconvenienti, come gocce di umidità sulla parete o chiazze di muffe nocive che iniziano ad attaccare il muro.

Questo tipo di pittura viene solitamente utilizzata, infatti, negli ambienti più soggetti a queste tipologie di problematiche, come ad esempio bagni, cucine e generalmente soffitti. Anche in questo caso i prodotti traspiranti reperibili sul mercato sono svariati ma bisogna sempre fare attenzione a utilizzare prodotti di qualità. Un prodotto molto economico non può, chiaramente, eguagliare quello più costoso: un bianco sporco, una traspirazione scadente e una scarsa resistenza all’abrasione (la mano che rimane bianca solamente sfiorando il muro) sono tutte caratteristiche che paghiamo poco inizialmente ma che poi ci porteranno a dover correre nuovamente ai ripari.
Ci sono poi prodotti di alta qualità che, oltre a non presentare le problematiche appena esposte, vengono messe sul mercato con l’aggiunta di prodotti antibatterici, idrorepellenti e, soprattutto, resistenti alle muffe di bassa entità.

Pitture lavabili
In questo caso il nome è vagamente fuorviante, in quanto il prodotto in questione non è caratterizzato dalla possibilità di essere pulito con un panno o una spugna bagnati ma, invece, si intende che con gli stessi strumenti è possibile rimuovere, o comunque danneggiare, la tinta applicata al muro, anche se da tempo.

Pittura super lavabile
Non è altro che una tinta dalle caratteristiche identiche alla precedente ma molto più performante. Si può passare delicatamente su questo tipo di tinta con una spugna bagnata senza causare danni al tinteggio e, inoltre, si può godere di un piacevole effetto seta al tatto della parete pitturata.

Pittura con smalto murale
Questa è la tipologia di tinta più resistente al lavaggio e dalla resa migliore. Questa tinta resiste a qualsiasi tipologia di spugna bagnata, non teme lo sporco né tanto meno l’abrasione. Solitamente è utilizzata in ambienti più a rischio, come ad esempio le stanze per i nostri bimbi, luoghi in cui spesso transitano animali domestici e le cucine. Spesso queste tinte sono utilizzate anche negli ambienti sanitari, data la totale libertà di poterne garantire un’igiene ottimale, e possono essere reperite di tipo opaco, lucido o satinato.

Pitture antimuffa
Esistono vari tipi di antimuffa, ma solitamente queste tinte vengono suddivise in due macro categorie: a largo spettro e anticondensa.
L’antimuffa a largo spettro è una tipologia di pittura che è utile per prevenire e scoraggiare la nascita di muffe. Viene solitamente utilizzato per sanare ambienti già infestati e queste tinte sono generalmente risolutive nel 90% dei casi. L’intervento deve essere però seguito da cicli mirati di disinfezione.
La tipologia anticondensa, invece, mira al risanamento di aree in cui le muffe nascono specificamente per problemi di condensa. Queste pitture presentano delle micro sfere di vetro che permettono di mantenere le pareti a temperature basse, pur garantendo la temperatura della superficie leggermente più calda, in modo da evitare sbalzi termici tra ambiente caldo e superficie fredda che sono la classica causa della creazione di condensa.

Ovviamente le tinte antimuffa sono risolutive se i problemi strutturali a monte che favorivano la presenza di queste problematiche sono stati risolti, altrimenti si andrà in contro a soluzioni dispendiose e solamente momentanee.