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Tinteggiare un soffitto…senza danni collaterali!

18 settembre 2017

Sappiamo tutti che, in ognuno di noi, esiste un piccolo amante del fai da te più o meno abile. Questo hobby dà modo di sentirsi innanzitutto produttivi e, cosa non di poco conto, ci fa staccare la spina dalla quotidianità che ci opprime.
Come tutte le cose, però, il fai da te è un campo in cui bisogna farsi “le ossa” e le prime esperienze possono rischiare di tramutarsi in scene di guerra alla Brave Heart. Vogliamo parlare delle prime stanze ridipinte in autonomia? Tralasciando le pareti, vogliamo parlare della pittura dei soffitti, i quali ora presentano gocce di tinta essiccata che, sommandosi le une alle altre, sono arrivate a somigliare a formazioni stalattitiche degne di una qualsiasi grotta sperduta?
Ecco, questa piccola guida ha proprio l’obiettivo di facilitare la pittura del soffitto di una stanza e risparmiarvi scenari di questo tipo.

Fase 1: prepariamo il “campo di battaglia”
La prima cosa a cui bisogna pensare è quella di tutelare il mobilio, il pavimento e tutto ciò che vorremmo rimanesse del suo colore originale, senza pois estemporanei. Leviamo quindi tende e tendaggi, accumuliamo tutti i mobili e gli arredi al centro, coprendoli con teli trasparenti di grandi dimensioni. Non dimentichiamoci del lampadario: copriamo anche questo con un telo, assicurandoci di non lasciare parti scoperte.
A questo punto, prima di iniziare a mettere mano alla pittura, bisogna scandagliare attentamente con lo sguardo la superficie da dipingere, per evidenziarne eventuali imperfezioni che andranno poi riparate con dello stucco (ovviamente se di importanza minima). Una volta riempite queste piccole crepe si deve procedere con l’utilizzo della cartavetrata o di una spazzola dura per eliminare imperfezioni dell’intervento e appianare il tutto con il resto della superficie del soffitto.
Ovviamente il nostro obiettivo è quello di ottenere una tinteggiatura omogenea, priva di chiazze di colore più o meno scure. Per questo è bene passare una mano di pittura precedente sui punti ritoccati, così da rendere il fondo su cui si lavora omogeneo.
Si sta prendendo in considerazione il caso di un soffitto privo di stucchi decorativi che devono preservare il loro colore ma, nel caso in cui vi fossero decorazioni di questo tipo, è importante procedere alla copertura degli stessi con un doppio giornale fissato con del nastro.
Per evitare che il colore debordi sulle cornici a decorazione del soffitto, è bene ricoprire accuratamente con il nastro anche quelle, assicurandovi di ripulire bene i bordi del nastro a filo delle cornici con un taglierino.

Fase 2: il colore
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Il colore che andremo a scegliere per il soffitto dovrà chiaramente essere in sintonia con i colori delle pareti della stanza: accostamento o contrasto studiato?Tempo addietro la scelta era facile, in quanto i soffitti generalmente rimanevano bianchi o comunque chiari. Oggi, invece, le mode e i gusti sono cambiati ed è bene quindi fermarsi a riflettere sulla scelta di tonalità che si andrà ad applicare.
Ciò che in questa fase dovremo tenere bene a mente è:
– colori scuri hanno bisogno di molta luce affinché l’illuminazione della camera sia funzionale;
– un colore scuro, in caso di un futuro cambiamento di tinta, ha bisogno di più mani di colore chiaro;
– colori tenui come il verde, l’azzurro e il violetto tendono a rendere visivamente più ampio lo spazio;
– colori più accesi, della gamma del rosso e del giallo, tendono invece a rendere visivamente lo spazio più piccolo.

Fase 3: gli strumenti
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Lo strumento migliore per affrontare il tinteggio di un soffitto e ottenere ottimi risultati è il classico rullo. È comodo per chi, in prima persona, affronterà il lavoro e, allo stesso tempo, permette di raggiungere tutti gli angoli del soffitto, senza l’utilizzo continuo di scale, grazie al manico allungabile a cui può essere abbinato. Chiaramente il rullo è consigliato per essere utilizzato su superfici ampie ma non è consono per la pittura di punti più articolati, per questo vanno tenuti a portata di mano una bella pennellessa (generalmente di medie dimensioni) e un pennello tondo.
Altri attrezzi imprescindibili sono un secchio di plastica, per versarvi il colore, e una vaschetta con griglia per immergerlo nella tinta e poi strizzarlo, affinché non rilasci eccessi di colore sulla superficie.

Fase 4: la tinteggiatura
Possiamo ora cominciare il tinteggio. Prima di appoggiare il pennello o il rullo sul muro, è bene strizzarli affinché vengano eliminati gli eccessi di colore. La tinta infatti deve risultare “tirata”, senza quindi colature e, aspetto molto importante, senza tracce di setole.
Quando passeremo all’utilizzo del rullo, invece, dobbiamo subito provare quanta pressione imprimervi per ottenere il risultato migliore.
Come i pennelli, anche il rullo andrà strizzato nell’apposita griglia e, quando lo faremo rotolare sulla superficie, dovremo fare attenzione a non muoverlo troppo velocemente, per evitare che il colore venga schizzato sulla superficie.
L’impugnatura del rullo è meglio tenerla con due mani e in posizione obliqua rispetto al soffitto, così che avremo un maggior controllo sulla pressione da esercitare e, inoltre, per avere la giusta illuminazione del lavoro che stiamo eseguendo.
Cerchiamo di non stendere la vernice in modo sequenziale, ma lasciamo degli spazi bianchi tra una passata di rullo e l’altra. Andremo a riempire gli spazi lasciati bianchi successivamente.
Arrivati all’ultima mano, dobbiamo tenere in considerazione il verso della luce naturale che illumina la stanza. Seguiremo questa direzione per passare l’ultima mano di vernice, in modo tale da evitare piccole ombre dovute a leggere imperfezioni della superficie.

Ora, ultimati i lavori, attendiamo le giuste tempistiche affinché la tinta si asciughi e successivamente potremo procedere smantellando le coperture e riordinando tutto ciò che avevamo portato al sicuro.